“Ferite che respirano” – L’opera cruda e viva di Myst Auroros
Ci sono immagini che non si spiegano. Si aprono da sole, come ferite che respirano. Questo quadro è una di quelle.







Così, con parole che sanno di carne e verità, Myst Auroros introduce la sua ultima creazione: un’opera senza nome, ma con un battito. Un dipinto che non chiede permesso per esistere, che non si sottomette a cornici mentali o a logiche da galleria. Vive. Si contorce. Grida in silenzio.
Myst Auroros è un’artista dark che non dipinge per piacere: lacera. Porta l’osservatore in zone interne dove pochi hanno il coraggio di restare. E lo fa con una pittura fatta di acrilico, sangue interiore e materia viva, come lei stessa la definisce. Una tecnica istintiva e animalesca che sfida il concetto stesso di estetica per incarnare l’urgenza, il trauma, la fame di libertà.
Quest’opera non nasce, “viene al mondo”, come un parto senza anestesia. È spinta da un dolore che vuole smettere di essere ombra. È un corpo che si contorce per trattenere ciò che non vuole più restare nascosto. E mentre si mostra, non chiede interpretazione: “Il testo che lo accompagna è solo un sussurro raccolto nel momento in cui veniva al mondo.”
Nel suo monologo, che accompagna l’opera come un respiro spezzato, Myst Auroros parla con la voce ruvida di chi ha smesso di chiedere permesso per sentire:
“Tutte queste stelle in un cielo così piccolo, puntini ammassati in spazi rubati, perché se sei così vicino da sentire il mio respiro, se non stiamo scopando, mi stai soffocando…”
È amore tossico, desiderio di solitudine, bisogno di aria. È la tensione lacerante tra l’intimità e l’asfissia, tra il voler toccare e il voler sparire. Le sue parole sono poesia viscerale, non filtrata, dove il corpo emotivo dell’artista si fonde con quello fisico, diventando falena tra le crepe, fragile e insistente, destinata a bruciarsi pur di danzare.
“E mentre ti sento come un arto fantasma, diventi protesi di un’anima inferma, che pur anelando aria e libertà, si sbriciola come falena, morendo vuota ma piena.”
Myst Auroros non cerca pubblico: cerca contatto. Non crea arte: apre portali. Le sue opere non si guardano, si attraversano. E questa, in particolare, è un varco. Un colpo d’ascia nella porta che separa il dentro dal fuori.
Ascolta il monologo nato da questo dipinto
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Myst Auroros non ha bisogno di spiegarsi.
Le sue ferite parlano già abbastanza.
INSTAGRAM https://www.instagram.com/myst_auroros?igsh=and0MHNlNGV1eDQw





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