L’ex manicomio di Mombello rinasce per un giorno come galleria d’arte contemporanea
I Magus trasformano un luogo simbolo del passato in un percorso artistico diffuso tra memoria, colore e riqualificazione urbana

La Instant Art dei Magus porta colore, cultura e rispetto dell’ambiente in uno dei luoghi più iconici della memoria italiana
Per alcune ore, l’ex manicomio di Mombello ha cambiato volto trasformandosi in una sorprendente galleria d’arte contemporanea temporanea.

Un intervento breve, intenso e di grande impatto culturale: una Instant Art, firmata dalla Galleria Magus, che ha portato oltre 60 opere all’interno degli spazi abbandonati del complesso.
La rovina silenziosa è diventata, all’improvviso, un percorso visivo carico di colori, contrasti, memorie e narrazioni moderne.

Instant Art: la galleria che nasce dal luogo, con ciò che il luogo offre
La filosofia dell’intervento è chiara:
creare una mostra d’arte utilizzando esclusivamente ciò che l’ambiente mette a disposizione, senza alterare, rompere o aggiungere nulla.

Gli artisti Magus non hanno inserito chiodi, strutture, supporti o installazioni esterne.
Ogni opera è stata collocata rispettando totalmente l’equilibrio del luogo, sfruttando soltanto:
fili abbandonati, travi esistenti, appoggi naturali, superfici già presenti, aperture e elementi architettonici originali, oggetti lasciati nel tempo.

Questo approccio non è solo tecnico ma etico:
la Instant Art non invade, non modifica e non interrompe la memoria del luogo.
Piuttosto, la illumina.
È un dialogo diretto tra arte contemporanea e architettura del passato, dove nulla viene imposto e tutto nasce dal contesto stesso.

I Magus: portare la bellezza dove non arriva nessuno
Guidati dalla direttrice della Galleria Magus, Claudia Ottone, gli artisti hanno voluto riportare attenzione culturale su uno spazio normalmente percepito come degradato o ostile.

L’ex manicomio di Mombello diventa così un simbolo: un luogo sospeso, che per qualche ora è tornato a essere spazio culturale, creativo e urbano.
La scelta dei Magus è radicale e visionaria:
portare la bellezza, l’arte e la luce là dove nessuno pensa di portarle.
Mostrare che anche gli spazi più feriti possono essere letti, compresi, valorizzati attraverso l’arte.

Il risultato è stato un percorso immersivo che ha dialogato con muri scrostati, finestre rotte, graffiti spontanei e pavimenti di macerie, creando un effetto scenico potente e sorprendente.
Un intervento culturale che cambia lo sguardo
Le opere – astratte, figurative, sperimentali – sembravano nascere direttamente dal luogo.
Ogni quadro era parte della struttura, ogni colore amplificava il ritmo visivo dell’ex manicomio, ogni sospensione aggiungeva un racconto.

La Instant Art dei Magus ha dimostrato come l’arte possa diventare un motore di rigenerazione culturale anche in contesti fragili, non attraverso la ristrutturazione ma attraverso la rieducazione dello sguardo.

“Crediamo nella bellezza dell’arte come forza trasformativa.
L’arte può rigenerare luoghi sospesi e restituirli alla vita culturale”
– Claudia Ottone, Direttrice Galleria Magus
Mombello: quando un luogo dimenticato torna a parlare

La galleria temporanea ha attirato fotografi urbex, artisti, appassionati e visitatori curiosi che hanno assistito a un fenomeno raro:
uno spazio abbandonato che, senza essere toccato o modificato, è tornato per qualche ora a essere un centro pulsante di creatività e cultura.

La forza dell’iniziativa sta proprio in questo: nel creare bellezza senza lasciare tracce, nel trasformare senza invadere, nel restituire senso a ciò che sembrava perduto.
Per qualche ora, il manicomio di Mombello non è stato una rovina, ma una galleria.
E in quella parentesi luminosa, è tornato a essere vivo.
Clicca qui per vedere il video della performance artistica




































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